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PATATRAC è un
Progetto di prevenzione secondaria per la riduzione della mortalità e morbilità
evitabile conseguente a Trauma Cranico
Le lesioni traumatiche dell'encefalo possono essere distinte in danno cerebrale primario e secondario.
Il danno primario si verifica immediatamente al momento dell'impatto e per la sua
cura non esiste alcuna terapia specifica: l'unico provvedimento attuabile per limitarne le
conseguenze è la prevenzione del trauma o far sì che esso avvenga nelle condizioni di
massima protezione.
Il danno secondario invece si sviluppa solo successivamente come conseguenza di
lesioni verificatesi al momento dell'impatto ed è rappresentato dallipotensione arteriosa, dall'ipossia,
dalle raccolte ematiche intracraniche e dalledema cerebrale. Questo tipo di danno è trattabile e
potenzialmente prevenibile.
La prevenzione del danno secondario, perciò definita come prevenzione
secondaria, ed il suo pronto trattamento sono condizione indispensabile per
migliorare i risultati della cura dei traumatizzati cranici. Se ciò è
valido per i traumatizzati cranici gravi lo è in misura maggiore per quanto riguarda
quelli lievi e moderati. Questi sono pazienti per lo più clinicamente asintomatici, che
hanno riportato un minimo danno cerebrale al momento del trauma, ma che in circa il 10 %
dei casi presentano un successivo deterioramento neurologico.
Questi casi hanno grande rilevanza sociale perché costituiscono circa l'85 % dei
traumi cranici osservati.
E' soprattutto dal corretto trattamento dei traumi cranici di minore gravità che
può derivare una significativa riduzione della mortalità e della morbilità.
Limpedire che questi traumi deteriorino rappresenta il migliore indicatore di
qualità dellintero sistema dellemergenza.
Per ridurre la mortalità evitabile conseguente a trauma cranico, con
l'apporto di esperti di vari settori (tecnici informatici e di telecomunicazione,
radiologi, medici legali, neurochirurghi), è stato sviluppato il progetto PATATRAC.
Esso prevede lapplicazione di un protocollo di trattamento dei traumi cranici
lievi su tutto il territorio regionale ed il collegamento telematico tra gli ospedali
periferici e quelli dotati di servizi di Neurochirurgia per la trasmissione delle immagini
TAC.
Il protocollo è rappresentato dalle Linee
Guida per il trattamento del Trauma Cranico Minore suggerite
dal Gruppo di Studio di Neurotraumatologia della Società Italiana di Neurochirurgia.
Tali linee guida suddividono i traumi cranici minori in tre gruppi a differente
gravità allinterno dei quali sono individuati alcuni fattori di
rischio. Per ciascuno gruppo e per i pazienti in età pediatrica sono suggerite
le modalità di trattamento che prevedono un razionale utilizzo della TAC.
La parte qualificante del progetto è lo sviluppo di una rete
di collegamento telematico (DEAnet) tra
gli ospedali periferici e quelli sede di neurochirurgica per la trasmissione
delle immagini diagnostiche. Ciò consente a ciascun ospedale di disporre
di una pronta consulenza specialistica limitando il trasferimento solo
a quei casi che veramente lo richiedono. Inoltre, mediante la registrazione
automatica degli eventi è possibile istituire un osservatorio capace di
rilevare e di analizzare statisticamente i dati epidemiologici per verificare
lefficacia del Progetto nel tempo.
Gli obiettivi di tale sistema organizzativo
già verificati nella fase sperimentale 97 - 98 sono :
- Riduzione della mortalità evitabile conseguente a
trauma cranico mediante un trattamento adeguato su tutto il territorio
- Riduzione del numero di pazienti trasferiti al centro
di consulenza neurochirurgica. Ciò consente di alleviare i rischi ed i disagi di questi
pazienti, che spesso sono politraumatizzati, e contribuisce al contenimento dei costi.
- Miglioramento delle capacità professionali sia degli
specialisti che dei medici di guardia del centro periferico. La loro competenza è estesa
su una più vasta area e raggiunge immediatamente un maggior numero di pazienti
- Analisi statistica della casistica mediante la
costituzione di una Banca Dati. Il software è in grado di memorizzare le richieste di
consulenza, le modalità di trattamento adottate e i dati clinico-anamnestici.
Dallanalisi statistica deriva una costante verifica del modello iniziale con
possibilità di ulteriori affinamenti.
- Prestazioni sanitarie di elevata qualità
uniformemente distribuite su tutto il territorio contribuiscono a migliorare il rapporto
fra utenti e Istituzioni Pubbliche.
- Maggiore efficienza nellintervento
specialistico. La rete consente al centro periferico di ottenere immediatamente la
consulenza dal primo centro neurochirurgico disponibile, non necessariamente
corrispondente a quello di riferimento territoriale.
- Contenimento della spesa sanitaria derivante dalla
riduzione dei tempi di degenza in ospedale per semplice osservazione clinica e dalla minor
incidenza di morbidità conseguente a trauma cranico.
- Allargamento del progetto ad altre realtà mediche (
teleconsulto ).
SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA
Nellambito del Progetto PATATRAC abbiamo anche
intrapreso una indagine epidemiologica con lintento di validare le Linee Guida
adottate per il trattamento dei traumi cranici minori e per conoscere meglio il fenomeno
trauma cranico nella popolazione del nostro territorio.
Lelaborazione dei dati provenienti da questa indagine è stata affidata al dr. Enrico PIRA ed al dr. Marco TURBIGLIO
del Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro dellUniversità
di Torino. Lindagine è stata inizialmente avviata in tutta la
Regione Piemonte e successivamente limitata agli ospedali di Rivoli (responsabile dr. BARBERIS), Mauriziano (responsabile dr.
TREBINI), CTO (responsabile dr.ssa BORGARELLO),
ospedale E. Agnelli di Pinerolo (responsabile dr.
GUSMAROLI) e ospedale di Ciriè (responsabile dr. GIUGIARO)
che garantivano la necessaria qualità dei dati.
I dati emersi dallindagine hanno consentito di affinare
il Progetto di prevenzione primaria BIP
BIP fornendo una migliore conoscenza del fenomeno trauma cranico
nel campione di popolazione indagato. I successivi rilevamenti permetteranno
di valutarne lefficacia nel tempo.
Dai risultati si rileva che il 28 % dei traumi cranici consegue ad incidenti
automobilistici in cui non erano indossate le cinture di sicurezza, con una distribuzione
sostanzialmente eguale nelle varie classi di età. Questo fatto ribadisce che la
prevenzione rivolta alla guida sicura deve continuare ad essere potenziata. Altrettanto
dicasi per lutilizzo del casco in motocicletta : in circa il 40 % degli incidenti
motociclistici il casco non viene indossato benchè sia vigente una legge che ne impone
lobbligatorietà fino a 18 anni. Un problema emergente anche nella nostra Regione,
come in altri Paesi Europei, è costituito dagli incidenti ciclistici che presentano una
particolare incidenza nella fascia di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Anche qui
luso del casco ridurrebbe sensibilmente le conseguenze del trauma cranico.
Dalla nostra ricerca la seconda causa di trauma cranico risulta essere
lincidente domestico. In questo caso sono coinvolte soprattutto le persone anziane.
Leliminazione di gradini, scale non sicure e tappeti determinerebbe una rilevante
riduzione dei traumi cranici in questa fascia di età. Risultano poi anche frequenti gli
incidenti sul luogo di lavoro, peraltro in massima parte (97 %), di lieve entità. Questo
dato deve essere interpretato considerando lesistenza, nel territorio analizzato, di
grossi complessi industriali dove per motivi legislativi ogni trauma cranico viene
condotto in ospedale per una visita specialistica. E ipotizzabile che non esista una
reale carenza di misure protettive e che interventi di prevenzione primaria in questo caso
modificherebbero scarsamente la situazione esistente.
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