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INDICAZIONI NEUROCHIRURGICHE NEL TRATTAMENTO DEL TRAUMATIZZATO
CRANICO
F. MASSARO, S. BORGARELLO
Divisione di
Neurochirurgia - C.T.O. - C.R.F. - Maria Adelaide Torino
La maggiore
comprensione dellimportanza del danno cerebrale secondario nel determinare
loutcome del grave traumatizzato cranico ha spostato sempre più linteresse
verso il miglioramento dei sistemi di emergenza coordinati su base territoriale e verso il
trattamento nellUnità di Terapia Intensiva.
Il trattamento chirurgico delle lesioni occupanti spazio posttraumatiche mantiene
però un suo ruolo fondamentale in neurotraumatologia benchè le tecniche operatorie si
siano scarsamente modificate in questi ultimi trenta anni.
Rimangono peraltro alcuni aspetti di questo trattamento chirurgico ancora
controversi : il timing dellintervento, limportanza della rimozione delle
raccolte ematiche e del tessuto danneggiato nel ridurre gli effetti tossici sul parenchima
cerebrale perilesionale, il controllo del rigonfiamento cerebrale intraoperatorio.
Premesse Fisiopatologiche
La cavità intracranica ha una parete
inestensibile. Se da un lato questo esclude le influenze meccaniche esterne
su un tessuto vulnerabile quale il parenchima cerebrale dallaltro comporta che i
valori di pressione al suo interno siano rigidamente regolati dai volumi dei suoi
componenti : liquor, parenchima cerebrale e massa ematica cerebrale.
Come enunciato nella dottrina di Monro-Kellie (1, 2), poiché ci
troviamo ad operare in una scatola inestensibile, il cambiamento di uno di questi volumi
è possibile solo con la reciproca modificazione degli altri due : in caso contrario si
produce una variazione della pressione intracranica (ICP).
Il volume cerebrale non può essere ridotto per cui la capacità di compenso del
sistema è rappresentata dalla riduzione del volume liquorale, espulso a livello spinale
dove la dura è più estensibile, e di quello ematico cerebrale.
Se andiamo a valutare i valori percentuali del volume dei diversi compartimenti si
osserva che quello liquorale (CSF) e quello ematico (CBV) insieme, rappresentano meno del 10 % dello spazio intracranico e
che quindi la capacità di assorbire le modificazioni determinate dallaumento
patologico del volume cerebrale, come in caso di edema, o dalla presenza di un quarto
componente come una raccolta ematica intracranica è limitata.
Inoltre lo stesso volume ematico cerebrale e quello liquorale per cause patologiche
possono perdere la loro capacità di volumi di compenso. Ogni volta che sono esaurite o
eliminate le possibilità di compenso si osserva un aumento della pressione intracranica.
La modalità con cui la ICP si modifica in relazione alle variazioni dei volumi dei
componenti della scatola cranica non è una funzione lineare come teoricamente ci si
potrebbe attendere.
Proprio per lesistenza di queste possibilità di compenso se mettiamo in
relazione le variazioni di volume con quelle di pressione otteniamo una curva esponenziale
: inizialmente se variamo il volume otterremo un modesto cambiamento della pressione, ma
spostandoci sulla curva alla medesima variazione di volume corrisponderà un maggiore
cambiamento della pressione.
Da questo si comprende quanto importante nella pratica clinica è sapere in che
punto della curva Pressione/Volume ci si trovi ad operare.
Per questo noi andiamo a valutare lelastance del sistema. Facciamo
questo andando a stimolare il sistema per calcolare lelastance che è la variazione
della pressione in relazione al variare del volume (D P/D V). Talora si
parla indifferentemente di compliance, linverso dellelastance, che invece
esprime la modificazione di volume in relazione alle variazioni di pressione (D V/D P).
Una elevata elastance del sistema significa che a minime variazioni di volume
corrispondono notevoli variazioni della pressione. Lelastance della scatola cranica
è regolata come abbiamo detto dalle capacità di assorbimento del CBV e del compartimento
liquorale.
Lelastance può essere espressa dallindice pressione/volume (PVI) che
rappresenta la variazione di volume che fa modificare la pressione di un fattore 10.
Quando le variazioni di volume sono messe in relazione con il logaritmo delle variazioni
di pressione si ottiene che la curva da esponenziale diviene lineare.
L inclinazione della retta è lindice di Pressione/Volume (PVI) (3).
(Quando ci spostiamo verso sx significa che a minime variazioni di volume corrispondono
elevati cambiamenti di presione). Un basso PVI indica una elevata elastance (PVI normale
25 ± 4 ml e si debbono trattare i valori inferiori a 13 ml). La conoscenza del PVI ci
permette di iniziare i trattamenti per il controllo della ICP in una fase in cui ancora
non si sono ancora verificati i danni conseguenti al suo aumento.
Le conseguenze dellaumento della ICP sono innanzitutto la compromissione
della pressione di perfusione cerebrale (CPP), che è rappresentata dalla differenza della
pressione arteriosa media con la ICP, con conseguenti danni ischemici. Inoltre se
laumento della ICP è localizzato si può avere la formazione di ernie cerebrali al
di sotto della falce cerebrale o attraverso il tentorio con compressione di strutture
vascolari e nervose. Le ernie cerebrali determinano 1) blocco della circolazione del CSF
con impossibilità di trasmettere laumento della ICP da una fossa cranica
allaltra 2) riduzione del PVI per aumento dellelastance 3) compressione ed
ischemia di tessuto nervoso
Ruolo del neurochirurgo
Il ruolo del neurochirurgo in
neurotraumatologia è di intervenire nel controllo della pressione intracranica che
avviene in due modi : rimuovendo i volumi aggiunti, quali quelli rappresentati dalle
raccolte ematiche e dalle lesioni occupanti spazio, e nel posizionamento dei sistemi per
la sua misurazione, presupposto per un corretto e mirato trattatamento neurorianimatorio
finalizzato alla prevenzione del danno secondario.
A) La rimozione chirurgica dei volumi
aggiunti nella cavità intracranica.
Le indicazioni allinterevnto neurochirurgico vengono formulate sulla base del
quadro clinico, in cui si valuta lobiettività neurologica, letà e la
concomitanza di altre lesioni, e delle indagini radiologiche rappresentate soprattutto
dalla T.A.C. essendo di scarsa utilità nella fase acuta la M.R.
Il quadro neurologico è determinato essenzialmente dallaumento della
pressione intracranica che dipende dal volume della lesione e dalla sua velocità di
formazione.
Dellimmagine T.A.C. si valutano la sede, lo spessore, lestensione ed il
grado di effetto massa della lesione inteso come spostamento delle strutture della linea
mediana, compressione sul ventricolo omolaterale e compressione o scomparsa delle cisterne
della base. Nel caso di raccolta ematica extracerebrale si valuta anche la densità di
solito uniformemente iperintensa. Talora può invece essere disomogenea con aree ipodense
frammiste ad aree iperdense a testimonianza di una raccolta ancora in evoluzione. Si
riscontra soprattutto in pazienti con turbe della coagulazione in cui la raccolta non è
coagulata (4).
Vediamo ora come per
i singoli tipi di lesione occupante spazio, segnatamente lematoma extradurale,
quello subdurale acuto e la contusione cerebrale, lintegrazione dei suddetti fattori
fa porre lindicazione chirurgica.
Lematoma
extradurale è una raccolta ematica tra la teca cranica e la dura madre che alla T.A.C.
assume laspetto di una lente convessa
I criteri per il suo trattamento chirurgico sono:
-
Tempo intercorso tra il trauma e la CT
Vi sono evidenze cliniche che lematoma
extradurale raggiunge il suo volume definitivo nelle prime 6 - 8 ore dopo il trauma (5,
6, 7, 8).
-
Volume Vi è una stretta correlazione tra il volume dellematoma e la
presentazione clinica e loutcome (9, 10, 11). Nella maggior parte dei
casi il volume dellematoma trattato conservativamente con successo non era superiore
ai 44 cc. (8, 12, 13, 14) anche se non mancano casi anedottici di volumi
maggiori (15, 16).
-
Quadro CT La presenza di aree iperintense frammiste ad altre ipodense testimonia
dellevolutività della raccolta ematica (15, 17, 18).
-
Shift La presenza di uno shift superiore ai 5 mm è statisticamente correlato
con levolutività dellematoma e sconsiglia il trattamento conservativo (8,
10).
-
Sede Lematoma temporale ed in fossa posteriore sono considerate sedi ad
alto rischio di scompenso. Esistono però numerose casistiche che mostrano la sede non
influenzare il trattamento conservativo : in sede temporale (10, 12, 15, 18, 19, 20)
ed in fossa posteriore (13, 15, 21).
-
Lesioni associate Benchè la presenza di contusione cerebrali sia stata
indicata come una controindicazione al trattamento conservativo (13) esistono
casistiche che riferiscono del contrario (10, 16, 20, 21). Si ritiene la
compliance cerebrale un indicatore più affidabile che la semplice concomitanza di una
contusione.
-
Quadro neurologico Non esistono linee guida per il trattamento conservativo di
casi con un GCS £ 11. La maggior parte dei casi erano asintomatici o solo lievemente
confusi (8, 13). Sintomi minori come cefalea, vertigini e vomito possono essere
presenti ma non sono stati correlati con un successivo deterioramento (10).
Ogni segno di deterioramento del quadro neurologico è una indicazione allintervento
chirurgico (8, 13).
In conclusione un
paziente con un ematoma extradurale va trattato chirurgicamente quando sono presenti uno o
più dei seguenti fattori :
A | GCS
£ 11
B | volume superiore ai 30 cc e lo spessore ai 15 mm
C | shift è superiore ai 5 mm
D | quando la diagnosi è fatta entro le 6 ore dal trauma
o quando il controllo mostra una evoluzione
La concomitanza di
contusioni cerebrali o la sede dellematoma non sono controindicazioni al trattamento
conservativo ma abbassano la soglia dellindicazione allintervento.
Ematoma subdurale acuto
Lematoma subdurale acuto è una raccolta
ematica tra la la dura madre ed il parenchima cerebrale che alla T.A.C. assume
laspetto di una lente concavo-convessa
I criteri per il suo trattamento chirurgico sono:
- 1 |
GCS score. Il trattamento chirugico è consigliato in pazienti con GCS
allingresso minore di 11 anche se sono descritti casi in coma trattati
conservativamente (22, 23).
- 2 |
Volume dellematoma. Mathew (24) ha avuto insuccesso nel
trattare conservativamente tutti i pazienti con uno spessore > 10 mm. Per Croce (25)
il 92 % dei pazienti trattati con-servativamente con successo avevano ematomi con spessore
< 10 mm. Per Servadei (23) questo limite era di 9 mm e lautore
sottolinea limportanza del timing dellesame avendo osservato un riassorbimento
solo nei casi con CT eseguita nelle prime 3 ore. Wong (22) riferisce un volume
di 53 cc per i pazienti che hanno richiesto il trattamento chirurgico e di 32 cc per
quelli trattati con successo conservativamente. La determinazione del volume non sempre è
praticamente disponibile specie per ematomi molto estesi quindi da un punto di vista
operativo è più agevole parlare di spessore.
- 3 |
Spostamento delle strutture della linea mediana. Uno shift > 5 mm si
ritiene non possa essere trattatto conservativamente (22) anche se
anedotticamente vengono riportati casi che però furono sottoposti a CT nella prima ora (23,
26). In tali casi la causa dello shift è possibile attribuirla ad una transitoria
iperemia emisferica (27, 28).
In conclusione un
paziente con un ematoma subdurale acuto va trattato chirurgicamente quando sono presenti
uno o più dei seguenti fattori :
a | GCS
£ 11
b | Volume superiore ai 30 cc e lo spessore ai 10 mm
c | Shift superiore ai 5 mm
I pazienti trattati
conservativamente vanno sorvegliati attentamente in ambiente specialistico e se con GCS
< 8 va monitorizzata la ICP.
Ematoma
intraparenchimale e contusione cerebrale
  
Sono classiche lesioni da contraccolpo. La contusione è la lesione del parenchima
cerebrale di solito a sede frontale o temporale legata allurto contro la superficie
interna della teca cranica. Alla CT si traduce in una immagine disomogenea ipo- e
iperdensa dovuta alla concomitanza di lesioni emorragiche ed edema. Quando le aree
emorragiche prevalgono la lesione assume laspetto di un ematoma intraparenchimale
per cui tra i due tipi di lesione vi è un continuum.
Le vaste contusioni e gli ematomi (volume superiore ai 25 cc) con significativo
effetto massa (shift delle strutture della linea mediana superiore ai 5 mm) o quando sono
associati ad un deterioramento del quadro neurologico devono essere prontamente evacuati.
I pazienti vanno sorvegliati attentamente, se con GCS < 8 va monitorizzata la ICP che
va protratta per parecchi giorni data la tendenza allevolutività della lesione. Le
lesioni temporali hanno una più bassa soglia di tolleranza al trattamento conservativo :
ICP < 15 mm va operata. In fossa posteriore gli ematomi intracerebellari con un
diametro > 3 cm tendono a progredire e devono essere evacuati (29).
In conclusione vanno trattate chirurgicamente le lesioni in cui sono presenti uno o
più dei seguenti fattori :
- volume superiore ai 25 cc
- shift superiore ai 5 mm
- sede temporale e fossa posteriore con
diametro superiore ai 3 cm
B) La misurazione
della pressione intracranica
Il ruolo del
neurochirurgo si esplica anche nel posizionamento dei sistemi per la
misurazione della pressione intracranica. Senza entrare nellanalisi delle
caratteristiche dei vari metodi di misurazione vediamo quali sono i pazienti che
necessitano del monitoraggio della pressione intracranica.
Vanno cosiderati candidati al monitoraggio della ICP i pazienti che hanno un
punteggio £ 8 nella Scala di Glasgow o un motor score £ 5. Con pazienti sedati, intubati
e curarizzati ci si deve basare su quanto riferito dai soccorritori, sullesame
fisico e sulle immagini TC dellencefalo. Vanno monitorizzati i pazienti che
presentano le seguenti caratteristiche:
- Glasgow £ 8 e anormalità alla T.A.C.
- Nel caso di Glasgow £ 8 senza
anormalità alla T.A.C è importante individuare i pazienti che hanno scarse
probabilità di presentare una ipertensione endocranica. Narayan (30) dimostrò
esserlo quelli con GCS £ 8 e TC encefalica normale se presentavano meno di due delle
seguenti caratteristiche :
1) precedenti episodi
di ipotensione arteriosa intesa come pressione sistolica < 90 mm di Hg
2) età superiore ai 40 anni
3) alterata risposta motoria uni- o bilaterale.
Questi pazienti
possono essere osservati in Terapia Intensiva e sottoposti a frequenti controlli TC : in
caso di modificazioni del quadro le indicazioni al monitoraggio vanno rivalutate.
Anche la TC può essere utilizzata per predire i casi che presenteranno un aumento
della ICP : in caso di compressione delle cisterne della base o di uno spostamento delle
strutture della linea mediana superiore ai 5 mm vi è un elevato rischio di ipertensione
intracranica.
Nei casi di GCS > 8 si devono considerare candidati al monitoraggio i pazienti
con lesioni temporali, sedati e curarizzati per essere sottoposti a manovre chirurgiche o
diagnostiche, che per questo non sono valutabili neurologicamente per un lungo periodo di
tempo.
In conclusione nel trattamento del traumatizzato cranico il neurochirurgo
interviene nella misurazione della pressione intracranica e nel controllo del suo aumento
quando provocato da masse occupanti spazio rimuovendole. Data levolutività di tali
lesioni, anche nei selezionati casi in cui si adotta un trattamento conservativo,
losservazione in fase acuta va effettuata in ospedali in cui sia rapidamente
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