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DISCUSSIONE DATI EPIDEMIOLOGICI E INDICAZIONI SULLA PREVENZIONE.
Epidemiologia del trauma
cranico.
Lincidenza dei ricoveri
in seguito a trauma cranico in Italia era, alla metà degli anni 80,
sicuramente più alta rispetto i dati pubblicati per altri Paesi europei
e per il Nord America (1,
4, 7, 12, 14), così come riportato dalla Tab.1
(a e b).
La mancanza di indicazioni chiare al percorso diagnostico nel trauma
minore faceva sì che, mentre già in Gran Bretagna si identificava una
popolazione di pazienti a "basso rischio" da poter dimettere
senza ricovero (2), da noi in pratica qualunque trauma "minore"
veniva ricoverato per osservazione clinica.
Studi simili condotti in aree differenti davano comunque risultati
omogenei, con un numero di ricoverati sempre maggiore ai 300/100.000 ab./anno
(3), mentre nessuna delle casistiche pubblicate
negli Stati Uniti quel periodo supera i 250 casi (1, 6, 9).
Lintroduzione pura e semplice di "criteri" (15) ha prodotto un calo da 290 a 257 casi (Tab.1a).
Pur essendo il calo da 372 a 290 legato alla minore incidenza dellevento
trauma cranico nei due periodi (dal 1985 al 1989 vi è stata lintroduzione della
legge sulluso del casco), la riduzione è comunque significativa ed ha consentito un
importante risparmio economico.
Contemporaneamente ha permesso di non perdere nessun paziente a
rischio, anzi di studiare meglio i casi ricoverati. Per quanto attiene
poi ai dati sulla mortalità (Tab.2a e b) la nostra esperienza è parallela a quella condotta
nella Contea di San Diego (8).
In tale area, infatti, unimportante riduzione nel numero
dei decessi per trauma cranico si era ottenuta dal 1979 al 1982 (Tab.2b)
introducendo il sistema dei "paramedics" nelle ambulanze, rendendo
il soccorso sul luogo dellincidente ed il trasporto in Ospedale
un vero "primo trattamento" per il paziente traumatizzato.
Nel trauma cranico la possibilità di evitare danni cerebrali secondari
(come la ipossia e la ipotensione), controllando la pervietà delle vie
aeree anche tramite intubazione sul luogo dellincidente e correggendo
un eventuale stato di shock, è di per sé in grado di eliminare circa la
metà dei decessi precoci (8).
Anche lesperienza nella nostra zona mostra, dopo lintroduzione
sia dellelitrasporto sia dellauto medicalizzata per i soccorsi
sul luogo dellincidente, un calo sia della mortalità da 24 a 19
casi (/100.000 ab./anno), sia soprattutto
(Tab.2a) della percentuale dei pazienti deceduti sul luogo
dellincidente o immediatamente dopo il ricovero dal 83% al 57%.
Cause del trauma
cranico e distribuzione per fasce orarie.
Nella Fig.1 abbiamo
riportato i dati relativi alle cause di trauma nelle varie fasce di età.
Si rileva come, pur predominando nettamente il trauma da incidente stradale
in ogni fascia di età, come "seconda causa" abbiamo: fra gli
0 e i 14 anni gli incidenti domestici (soprattutto cadute accidentali),
fra i 15 ed i 65 anni gli incidenti sul lavoro, mentre la caduta in ambito
domestico ridiventa la seconda causa al di là dei 66 anni.
Per quanto concerne poi le cause di trauma stradale, di gran lunga
il più diffuso, nella Fig.2 abbiamo riportato la divisione per fasce di
età: al di sotto dei 14 anni la prima causa è il pedone seguito dal passeggero
di auto, fra i 15 ed i 65 anni è lautomobile, seguita da motociclo
e ciclomotore, e al di là dei 66 anni è la bicicletta seguita dal ciclomotore
e dal pedone.
Nella Fig.3 sono poi riportati i dati riferiti al confronto
fra le cause di trauma in 3 diverse nazioni. Pur essendo i dati di Ravenna
diversi da quelli sopra riportati (si riferiscono solo ai pazienti meno
gravi, mentre le incidenze riportate in precedenza si riferivano a tutti
i casi), si evince come nel nostro Paese vi sia una peculiare tendenza
alla preponderanza della causale "incidente stradale" con, per
nostra fortuna, una pressoché totale assenza dei traumi da aggressione
(in qualunque statistica statunitense mai sotto il 20%). Nella Fig.4
poi abbiamo messo a confronto ora del trauma e sua gravità. Si vede come,
pur essendo il trauma notturno in termini assoluti meno frequente, esso
produce però nel 50% dei casi un trauma gravissimo (GCS
< 5).
Considerazioni sulla
prevenzione del trauma cranico.
Da quanto sopra esposto, risulta evidente che la prevenzione nel trauma cranico in
Italia può agire a più livelli. Nella fascia infantile il momento più importante è il
controllo dellattraversamento stradale, seguito da una maggiore sicurezza del
bambino nel trasporto in auto (seggiolino, cinture) e dal controllo dei fattori di rischio
domestici (il 90% dei traumi domestici a tale età è legato a "cadute
dallalto", seggiolone, tavolo, sedie, ecc.).
Nella fascia adulta occorre una maggiore sicurezza nellauto (cinture, air
bag, ecc.) seguita da unefficace prevenzione degli incidenti da motociclo.
Nellanziano, poi, occorre intervenire sugli incidenti in bicicletta
(luso del "caschetto" protettivo è comune a molti Paesi europei), sul
trauma da ciclomotore (la nostra legge non rende obbligatorio luso del casco a tale
età che ne è paradossalmente la più colpita) e sullincidente domestico
(eliminando, per esempio, le barriere domiciliari, come gradini, scale non sicure, ecc.).
Lesempio poi del trauma notturno, che ha elevatissimi livelli di gravità, va
rapportato alle cause di trauma peculiari del nostro Paese. Il trauma notturno coinvolge
persone giovani (età media 24 anni, contro unetà media generale di 33 anni)
coinvolti in incidenti stradali ad alta velocità. Noi sappiamo che in tali casi, oltre
alle lesioni traumatiche classiche (ematomi, lacerazioni, ecc.), è frequentissima
lassociazione con un danno assonale diffuso che modifica, peggiorandola, la
prognosi.
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